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Benefit

Rieccomi con una nuova recensione. Stavolta però non recensirò un’opera lirica, ma un album di prog rock. È un album di una band che ha sicuramente lasciato il segno nella musica mondiale. Quasi tutti gli album di questa band sono indigesti al primissimo ascolto, ma questo fa eccezione: se vi piace il genere questo è un album da acquistare assolutamente.

Sto parlando di “Benefit” dei Jethro Tull. Terzo album della formazione britannica, è il primo vero e proprio successo di vendite per la band. Non è facile descrivere l’impatto emotivo che ho avuto quando ho ascoltato per la prima volta questo disco, ma sicuramente si tratta di un lavoro che rimane nel cuore! Dopo “This Was” (1968) e “Stand Up” (1969), questo disco ha sonorità molto più rockettare. Nonostante non sia un vero e proprio concept album, penso che debba comunque essere definito come tale, in quanto la maggior parte delle canzoni di questo Cd trattano della società, di rapporti familiari, e così via.

Qui i Jethro Tull hanno ancora la primissima line up: Ian Anderson (Voce, flauto traverso, chitarra acustica); Martin Barre (chitarra); Glenn Cornick (Basso) e Clive Bunker (batteria).

Si tratta di un disco da non farsi assolutamente scappare, anche perchè si tratta dell’album più sottovalutato in tutta la lunga discografia dei Tull.

Manon Lescaut

Per la mia nuova recensione, vorrei stuzzicare la curiosità dei miei lettori dedicandomi ad una delle mie più grandi passioni. Lo faccio recensendo un’edizione di un’opera lirica che è stata documentata su VHS. Si tratta di una produzione di “Manon Lescaut” andata in scena alla Flemish Opera nel 1991: nonostante sia un’edizione un pò datata, penso che sia davvero molto interessante da vedere. La regia di questo allestimento è curata da Robert Carsen, mentre le scene e i costumi sono di Anthony Ward. Il punto di forza di questa edizione sono proprio le scenografie, in quanto sono sempre funzionali alla comprensione della trama di tutta l’opera. L’unico punto debole di tutta la produzione sono i costumi e le parrucche indossate dai personaggi femminili nell’Atto II e nella scena dell’appello (Atto III), in quanto quei costumi dorati e quelle parrucche appesantiscono il tutto.  Bravissimi i cantanti: Miriam Gauci è ottima nel ruolo della protagonista; Jan Danckaert è il Lescaut ideale; Antonio Ordonez è un interprete raffinatissimo nei panni di Des Grieux; Jules Bastin e Barry Ryan caratterizzano molto bene i personaggi di cui vestono i panni. Uno splendido contributo alla riuscita di questa produzione è dato dalla Flemish Opera Symphony Orchestra diretta con mano sicurissima dal maestro Silvio Varviso. Chi volesse acquistare una buona edizione di “Manon Lescaut”,  questa produzione, disponibile su DVD, è, a mio avviso, un ottima scelta!!

 

Trionfo delle emozioni

Fantastico concerto quello che ho ascoltato sabato 28 gennaio al ridotto del Teatro comunale di Ferrara. In programma due lavori poco conosciuti di due compositori diversissimi tra di loro dal punto di vista stilistico: il Quintetto op. 34 di Carl Maria von Weber e il Quintetto di Jean Françaix, entrambi per clarinetto e quartetto d’archi. Gli esecutori erano: Claudio Miotto (clarinetto); Roberto Carnevale (violino I); Anna Carrà (violino II); Claudia Chelli (viola); Valentina Migliozzi (violoncello). È stata davvero una splendida idea proporre le musiche di due compositori così diversi tra di loro, anche perchè mettono in luce la versatilità dei cinque esecutori.