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Manon Lescaut

Per la mia nuova recensione, vorrei stuzzicare la curiosità dei miei lettori dedicandomi ad una delle mie più grandi passioni. Lo faccio recensendo un’edizione di un’opera lirica che è stata documentata su VHS. Si tratta di una produzione di “Manon Lescaut” andata in scena alla Flemish Opera nel 1991: nonostante sia un’edizione un pò datata, penso che sia davvero molto interessante da vedere. La regia di questo allestimento è curata da Robert Carsen, mentre le scene e i costumi sono di Anthony Ward. Il punto di forza di questa edizione sono proprio le scenografie, in quanto sono sempre funzionali alla comprensione della trama di tutta l’opera. L’unico punto debole di tutta la produzione sono i costumi e le parrucche indossate dai personaggi femminili nell’Atto II e nella scena dell’appello (Atto III), in quanto quei costumi dorati e quelle parrucche appesantiscono il tutto.

  Bravissimi i cantanti: Miriam Gauci è ottima nel ruolo della protagonista; Jan Danckaert è il Lescaut ideale; Antonio Ordonez è un interprete raffinatissimo nei panni di Des Grieux; Jules Bastin e Barry Ryan caratterizzano molto bene i personaggi di cui vestono i panni. Uno splendido contributo alla riuscita di questa produzione è dato dalla Flemish Opera Symphony Orchestra diretta con mano sicurissima dal maestro Silvio Varviso. Chi volesse acquistare una buona edizione di “Manon Lescaut”,  questa produzione, disponibile su DVD, è, a mio avviso, un ottima scelta!!

 

Trionfo delle emozioni

Fantastico concerto quello che ho ascoltato sabato 28 gennaio al ridotto del Teatro comunale di Ferrara. In programma due lavori poco conosciuti di due compositori diversissimi tra di loro dal punto di vista stilistico: il Quintetto op. 34 di Carl Maria von Weber e il Quintetto di Jean Françaix, entrambi per clarinetto e quartetto d’archi. Gli esecutori erano: Claudio Miotto (clarinetto); Roberto Carnevale (violino I); Anna Carrà (violino II); Claudia Chelli (viola); Valentina Migliozzi (violoncello). È stata davvero una splendida idea proporre le musiche di due compositori così diversi tra di loro, anche perchè mettono in luce la versatilità dei cinque esecutori.